lunedì 8 giugno 2020

L’ITALIA, PROSSIMA VITTIMA SACRIFICALE DOPO LA GRECIA

Va facendosi sempre più nitido il quadro di un’Italia destinata a diventare prossimamente la vittima sacrificale designata da dare in pasto al Minotauro della finanza speculativa internazionale. Quella, per intenderci, che attraverso il ricatto del debito redige ed impone regole sempre più asfittiche al sistema economico e politico degli stati. Altro che migliore dei mondi possibili, la finanza speculativa, totalmente priva di controllo democratico, sta guidando il mondo e lo sta scientemente portando al collasso.

La crescente disuguaglianza sociale nella distribuzione del reddito e della ricchezza, l’impoverimento graduale dei lavoratori, unito alla progressiva erosione dei diritti civili e sociali, paragonabile ad una massa tumorale che si accresce senza più controllo, dovrebbero farci comprendere, al di là di ogni ragionevole dubbio, che dietro la maschera patinata della democrazia, il neoliberismo è una forma di totalitarismo, un’ideologia autoritaria e dominante, fra le più subdole e feroci che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto. 

Subdolo perché, a differenza di tutti gli altri totalitarismi della storia, si proclama (a parole) rispettoso dei diritti civili e democratici; feroce perché, pur consapevole dei danni e delle sofferenze che arreca alla maggioranza degli esseri umani del Pianeta, trascura le tante vittime innocenti che l’insaziabile avidità degli speculatori produce. 

Gli effetti dell’austerity, imposta dalla Troika, in Grecia sono stati recessione, disoccupazione e soprattutto tasse che, prostrando il corpo e la mente del popolo greco, hanno determinato un aumento del numero di suicidi, un aumento di quasi il 50% della mortalità infantile, un aumento dei casi di persone affette da disturbi mentali (soprattutto depressione), un aumento delle patologie croniche. 

Non si ammazzano gli uomini solo mettendoli nelle camere a gas; si possono uccidere anche deprivandoli del loro decoro e della loro dignità. Con la differenza che la morte per deprivazione della propria identità è molto più agonica di quella procurata nelle camere a gas, ed è più difficile da dimostrare. 

La violenza fisica riconduce facilmente al carnefice. Quella psicologica è invece più sottile e subdola: offendendo e mortificando la dignità dell’essere umano, lo induce ad escludersi volontariamente dal contesto sociale, convinto che la causa del suo male risieda in lui; la vittima si fa carnefice di sé stesso. 

Il capitalismo contemporaneo, di cui il neoliberismo è la sovrastruttura ideologica e culturale, raggiunge i suoi obiettivi usando la tattica della “shock economy”. 

Il termine “shock economy” è stato coniato dalla giornalista canadese Naomi Klein, e vuole designare il modo in cui un capitalismo di conquista sfrutta cinicamente i disastri a vantaggio di pochi. Cogliendo opportunamente uno stato di shock politico, sociale o economico, è possibile attuare un cambiamento rapido, permanente ed irreversibile nella società. 

Come nella macellazione elettrica, lo stato di incoscienza, indotto da una scarica elettrica (elettroshock), consente al macellaio lo squartamento della bestia e il suo dissanguamento senza difficoltà, così lo shock sociale o economico indotto in una società da un attacco terroristico, da una catastrofe naturale, da una epidemia virale, inducendo uno stato infantile nei cittadini, consente più facilmente quelle riforme che altrimenti incontrerebbero forti resistenze.

Lo shock dell'11 settembre, grazie al disorientamento indotto in milioni di persone che hanno visto in diretta l’attacco alle Twin Towers, ha cambiato definitivamente e radicalmente il mondo a noi familiare. L’amministrazione Bush ha sfruttato l’attacco terroristico con estrema abilità per varare il “Patriot Act” che, di fatto, consente al governo la capillare sorveglianza dei suoi cittadini, giustificata a garanzia della loro sicurezza. 

La recente epidemia Covid-19 è un altro esempio di “shock economy”. Di fatto ha offerto una succulenta opportunità ai potentati della finanza internazionale: un Paese distrutto economicamente, a seguito del lockdown, non potrà non affidarsi presto o tardi al ricatto del MES, e a ciò che ne conseguirà in termini di controllo della politica governativa da parte della stessa finanza internazionale, che potrà così avere anche il riconoscimento giuridico per mettere all’asta gli ultimi asset economici che ci restano dopo la rapine delle privatizzazioni e, dulcis in fundo, le mani sul risparmio privato degli italiani (solo sui conti correnti italiani, si stima vi siano circa 1.500 miliardi di Euro)

I nostri governanti, se non fossero soltanto emissari dei potentati europei e della finanza internazionale, anziché immaginare di tassare questa ricchezza, coglierebbero l’occasione per creare le condizioni e gli strumenti per convogliarla nell’economia reale a beneficio del Paese. Ma, visti gli antecedenti, dubito che questo accada, ed è invece assai più probabile che accetteranno il MES, presentandolo agli italiani come occasione unica per uscire dalla crisi economica da coronavirus. Quindi sotto la scure del MES mostreranno agli italiani che per risanare i conti pubblici non c’è alternativa all’adozione di una patrimoniale killer come suggerito da Germania e Olanda.

Quei governanti che hanno imposto un lockdown, come non s’era mai visto nella storia del nostro Paese, trascurando le pesanti conseguenze economiche, lo hanno fatto per senso etico, nell’interesse della salute dei cittadini, o – al contrario – per creare le condizioni ad hoc per farci spolpare dagli squali della finanza?

Per effetto del lockdown, in Italia aumenterà la povertà; si stima che ai 5 milioni di poveri si aggiungeranno altri 38.500 italiani, che senza i buoni spesa elargiti dai singoli Comuni non mangerebbero. 

Non si muore, infatti, solo di Covid-19; si muore anche di fame, conviene ricordarlo al nostro Premier, nel caso lo avesse scordato. 

Comunque sia potremmo anche credere alla buona fede, alla scelta etica, del Premier, Giuseppe Conte, se non fosse che sul tavolo del governo c’è lì, già pronto, il mostruoso piano della Commissione Colao, che da Londra, umiliando il Parlamento, unica sede della sovranità popolare, detta il piano svendite dell’intero patrimonio residuo del Paese, compreso l’intero sistema di partecipate comunali e regionali che gestiscono servizi essenziali per i cittadini. 

E, per finire, occorrerebbe ricordare al Presidente Conte le parole del filosofo Hobbes: “Per bene dei cittadini non si deve intendere soltanto la conservazione, comunque, della vita, ma di una vita per quanto possibile felice”.

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