domenica 3 novembre 2019

L’IMPORTANZA DI UNA VERITÀ CONDIVISA


Oggi gli standard obiettivi condivisi per la verità sono scomparsi. Da ciò ne consegue che i fatti oggettivi passano in secondo piano rispetto ai fatti emotivi. Questo è tanto più vero in politica: mancano i fatti e la comunicazione politica fa presa soprattutto sul lato emotivo delle persone nel formare l’opinione pubblica.

I dittatori della storia hanno sempre avuto un gran da fare per sopprimere la verità. Con l’avvento dei mass media questo non è più necessario. Mentre la verità può essere svuotata di qualsiasi significato, la menzogna parimenti può essere rivestita di qualsiasi verità pronta a soddisfare chiunque la tiri dalla sua parte. La manipolazione dell’opinione pubblica ha raggiunto una potenza di fuoco che non ha precedenti nella storia dell’umanità: falsi profili sui social network per manipolare scelte e comportamenti; un esercito di algoritmi opportunamente escogitati per prevedere i nostri bisogni e le nostre prossime mosse meglio di noi; foto e video contraffatti che possono farci scambiare comuni cimiteri con campi di sterminio; ecc. ecc.

L’opinione pubblica sempre più confusa, frammentata e mutevole, si chiude allora in una sorta di “autarchia culturale”, che finisce per abbracciare una concezione del bene e del male che cede ai personali pregiudizi e assai difficilmente si mostra disponibile a confrontarsi con altre concezioni del bene e del male.

Dato il pluralismo irriducibile delle loro concezioni del bene e del male che via via si stanno formando nelle società, su quale stabile società potranno contare le generazioni future, dal momento che ciascuno si sente portatore di un senso di giustizia e di una propria idea del bene?

Nessun commento:

Posta un commento