domenica 4 giugno 2017

LA SEDUZIONE DEL GRANDE INQUISITORE

Il cardine di ogni rivoluzione nella storia è stato sempre abbattere i tiranni in nome della libertà. Se aprissimo gli occhi, se strappassimo il velo di illusione che ci impedisce di scorgere la realtà, scopriremmo allora che pochi di noi sono veramente liberi da qualsiasi genere di autorità, vuoi politica, religiosa, psicologica, sociale. E nella misura in cui tolleriamo questo stato di cose, nella misura in cui ci consegniamo spontaneamente nelle braccia del “Grande Inquisitore”, dobbiamo concludere che la grande maggioranza degli uomini non vuole la libertà e tantomeno è disposta a lottare per essa. Al pesante fardello della libertà, preferiscono la levigata e confortevole falsa sicurezza ispirata dal “Grande Inquisitore”.

Il “Grande Inquisitore” è il potere così come noi lo conosciamo. È l’uomo che appartiene ai più alti gradi gerarchici della chiesa, dello stato, dell’economia e della finanza, e che si presenta alla maggioranza degli uomini come unico depositario e dispensatore del messaggio della salvezza: “se crederete in me, se farete tutto quello che io vi dico di fare … avrete la salvezza”. Sa perfettamente che si tratta di una menzogna, ma sarà stato comunque capace di regalare agli uomini quell’illusoria sicurezza di cui hanno bisogno, invece della libertà, fatta di angoscia, incertezza, tormento.

Il film distopico Matrix è un vero compendio del modo di agire del “Grande Inquisitore”, del potere declinato in tutte le sue più svariate forme. L’intero genere umano è soggiogato da un super computer, che si avvale dell’energia prodotta dai corpi per sopravvivere. A questo scopo gli uomini sono incatenati alle macchine, ma non hanno alcuna percezione di questa loro condizione, perché le immagini virtuali che il super computer invia ai loro cervelli li rinvia a una realtà fittizia, artificiale dentro la quale ciascuno conserva la sensazione di condurre un’esistenza normale. Ma gli amici, gli amori, le case, le strade non sono altro che immagini virtuali sapientemente generate nei loro cervelli dal super computer. Il mondo intero è solo un software (Matrix per l’appunto) destinato a perpetrare l’inganno ordito dalle macchine al solo scopo di mantenersi in vita.

Il protagonista Neo appartiene a quella élite di uomini – i migliori – che vuole la verità: cerca la verità. Vuole uscire dalla zona grigia dove abita la grande maggioranza degli uomini e si avventura nel territorio incerto delle domande. Da qualche tempo Neo vive assillato da interrogativi cui non riesce a dare risposte che lo soddisfino. È come se avvertisse che in quella realtà che lo circonda c’è qualcosa che non quadra. Verrà quindi contattato da Morpheus, quello che noi definiremmo un terrorista ricercato dalle autorità, che gli svelerà il dramma che affligge l’intera umanità.

Morpheus: Ti interessa sapere di che si tratta, che cos'è? Matrix è ovunque, è intorno a noi, anche adesso nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo dinanzi agli occhi, per nasconderti la verità.

Neo: Quale verità?

Morpheus: Che tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado purtroppo di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è. È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre. Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.


Come dimostra il film, il male è un lucido conoscitore degli uomini e fonda il suo regno sulla capacità di coltivarne le debolezze. Significativa a tale riguardo la scena al ristorante con l'Agente Smith in cui Cypher, uno dei ribelli, nel tradire i propri compagni dice: “Vede, io so che questa bistecca non esiste. So che quando la infilerò in bocca Matrix suggerirà al mio cervello che è succosa e deliziosa. Dopo nove anni sa che cosa ho capito? Che l'ignoranza è un bene.”

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