Il cardine di ogni rivoluzione nella storia è stato sempre abbattere
i tiranni in nome della libertà. Se aprissimo gli occhi, se strappassimo il
velo di illusione che ci impedisce di scorgere la realtà, scopriremmo allora che
pochi di noi sono veramente liberi da qualsiasi genere di autorità, vuoi
politica, religiosa, psicologica, sociale. E nella misura in cui tolleriamo
questo stato di cose, nella misura in cui ci consegniamo spontaneamente nelle
braccia del “Grande Inquisitore”, dobbiamo concludere che la grande maggioranza
degli uomini non vuole la libertà e tantomeno è disposta a lottare per essa. Al
pesante fardello della libertà, preferiscono la levigata e confortevole falsa
sicurezza ispirata dal “Grande Inquisitore”.
Il “Grande Inquisitore” è il potere così come noi lo
conosciamo. È l’uomo che appartiene ai più alti gradi gerarchici della chiesa, dello
stato, dell’economia e della finanza, e che si presenta alla maggioranza degli
uomini come unico depositario e dispensatore del messaggio della salvezza: “se
crederete in me, se farete tutto quello che io vi dico di fare … avrete la
salvezza”. Sa perfettamente che si tratta di una menzogna, ma sarà stato
comunque capace di regalare agli uomini quell’illusoria sicurezza di cui hanno
bisogno, invece della libertà, fatta di angoscia, incertezza, tormento.
Il film distopico Matrix è un vero compendio del modo di
agire del “Grande Inquisitore”, del potere declinato in tutte le sue più
svariate forme. L’intero genere umano è soggiogato da un super computer, che si
avvale dell’energia prodotta dai corpi per sopravvivere. A questo scopo gli uomini
sono incatenati alle macchine, ma non hanno alcuna percezione di questa loro
condizione, perché le immagini virtuali che il super computer invia ai loro
cervelli li rinvia a una realtà fittizia, artificiale dentro la quale ciascuno conserva
la sensazione di condurre un’esistenza normale. Ma gli amici, gli amori, le
case, le strade non sono altro che immagini virtuali sapientemente generate nei
loro cervelli dal super computer. Il mondo intero è solo un software (Matrix
per l’appunto) destinato a perpetrare l’inganno ordito dalle macchine al solo
scopo di mantenersi in vita.
Il protagonista Neo appartiene a quella élite di uomini – i migliori
– che vuole la verità: cerca la verità. Vuole uscire dalla zona grigia dove
abita la grande maggioranza degli uomini e si avventura nel territorio incerto
delle domande. Da qualche tempo Neo vive assillato da interrogativi cui non
riesce a dare risposte che lo soddisfino. È come se avvertisse che in quella realtà
che lo circonda c’è qualcosa che non quadra. Verrà quindi contattato da Morpheus,
quello che noi definiremmo un terrorista ricercato dalle autorità, che gli svelerà
il dramma che affligge l’intera umanità.
Morpheus: Ti interessa sapere di che si tratta, che cos'è?
Matrix è ovunque, è intorno a noi, anche adesso nella stanza in cui siamo. È
quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore.
L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È
il mondo che ti è stato messo dinanzi agli occhi, per nasconderti la verità.
Neo: Quale verità?
Morpheus: Che tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri sei
nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura,
che non ha odore, una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado
purtroppo di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che
cos'è. È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre. Pillola
azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a
quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai
quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità,
ricordalo. Niente di più.
Come dimostra il film, il male è un lucido conoscitore degli
uomini e fonda il suo regno sulla capacità di coltivarne le debolezze.
Significativa a tale riguardo la scena al ristorante con l'Agente Smith in cui Cypher,
uno dei ribelli, nel tradire i propri compagni dice: “Vede, io so che questa
bistecca non esiste. So che quando la infilerò in bocca Matrix suggerirà al mio
cervello che è succosa e deliziosa. Dopo nove anni sa che cosa ho capito? Che
l'ignoranza è un bene.”
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