giovedì 9 marzo 2017

BENVENUTA ITALIA NEI PAESI DEL TERZO MONDO

Le Regioni sono costrette a tagliare la spesa sociale per coprire il bonus Irpef di 80 euro, introdotto da Renzi. Inizialmente in via temporanea – art. 1 del D.L. n. 66/2014 (Decreto Renzi) – a partire dal mese di maggio 2014 e fino al mese di dicembre 2014. Quindi confermato “a regime” dal 2015. Per finanziarlo le Regioni hanno dovuto sopportare un taglio di 2,2 miliardi.

Le Regioni – a loro volta – hanno presentato il conto ai meno abbienti. In che modo?

Beh, con tagli alla spesa sociale. 50 milioni sono stati tolti al fondo per la non autosufficienza (disabili, malati gravi e familiari che li assistono); 211 milioni sono stati tolti al fondo per le politiche speciali (edilizia sanitaria, asili nido, misure di sostegno alle famiglie più povere, assistenza domiciliare e centri antiviolenza), che passa così da 311 a 99 milioni, con un taglio del 67%; tagli pure dei rimborsi per l'acquisto di libri, buoni pasto e per il trasporto scolastico.

Se partiamo dalla definizione che è civile quella società che mostra soprattutto sollecitudine e cura verso i meno abbienti, i più deboli, dobbiamo concludere che il nostro non è più un paese civile. Un paese nel quale gli italiani sotto la soglia di povertà assoluta cresce di anno in anno (nel 2014 la povertà assoluta coinvolgeva il 5,7% delle famiglie residenti, nel 2015 la quota è salita al 6,1%) non può chiamarsi civile. Ed è intollerabile che le più alte cariche dello Stato continuino, a dispetto dell’evidenza, a definirlo “patria di civiltà”.

Occorre ricordare – a chi lo sa – e precisare – a chi non lo sa – che per “povertà assoluta” s’intende il non disporre dei primissimi servizi e beni di sopravvivenza, quali cibo, acqua, vestiario ed abitazione. Ebbene, in un paese nel quale il patrimonio privato ammonta a 9.600 miliardi, ovvero cinque volte più del nostro debito pubblico, quattro milioni e 598mila italiani vivono in condizioni di povertà assoluta!


Questi non sono dati di un paese civile. Sono piuttosto peculiari di nazioni da terzo mondo.


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