domenica 24 aprile 2016

ITALIA IN LETARGO

Lo scorso 17 aprile si è svolto in Italia il referendum abrogativo sulla durata delle trivellazioni in mare. Hanno votato il 32,15% degli italiani aventi diritto al voto. Non avendo raggiunto il quorum necessario del 50% più uno dei votanti il referendum non ha avuto validità.

Si è detto e si dice che il referendum è fallito principalmente per la strategia utilizzata dal Partito Democratico, principale partito di governo italiano, che ha invitato i cittadini a non partecipare al voto, non condividendo l'opportunità di questa consultazione. Il Premier – Matteo Renzi – incassa la vittoria e dice di festeggiare a nome degli operai, ma a stappare lo champagne non sono stati gli operai, ancora una volta gabbati, ma i signori delle piattaforme.

La domanda referendaria non riguardava lo smantellamento delle piattaforme petrolifere entro le 12 miglia nautiche dalla costa con conseguente perdita di posti di lavoro; il referendum chiedeva agli elettori di abolire la norma che permette di prorogare le concessioni per estrarre gas e petrolio in mare senza limite temporale fino all’esaurimento del giacimento.

Le compagnie petrolifero ringraziano quanti non sono andati a votare, facendo fallire così il quorum referendario, perché grazie a loro, col prolungamento delle concessioni, potranno rinviare sine die lo smantellamento di quasi la metà delle piattaforme esistenti classificate “non eroganti” o comunque “non operative”: bonificare quei 35 impianti gli sarebbe costato almeno 800 milioni di euro.

Il fallimento del referendum non è stato soltanto la sconfitta della democrazia nel nostro Paese; è più in generale la prova della scarsa partecipazione, attenzione e sensibilità della maggioranza degli italiani sui temi ambientali e sul futuro del pianeta.

L’esito della consultazione conferma che la maggioranza assoluta degli italiani è negletta, incapace di informarsi e quindi prendere decisioni conseguenti. Insomma, non è matura per la democrazia! La triste verità è che troppi italiani si disinteressano della vita politica di questo Paese e vogliono essere infatuati dall’imbonitore di turno. 

Dal 1994, anno dell'ascesa politica di Berlusconi, è stata la maggioranza dei cittadini italiani a mantenere inalterato il suo potere politico. E sempre questa maggioranza consente oggi a Renzi e alla sua squadra di sparare le più grosse cazzate che siano mai state dette, senza pagare pegno, innalzandolo pure a salvatore di questo malandato Paese. 

Quando poi il conto dei governi inetti e corrotti è bello salato, si destano dal lungo letargo invernale per maledire proprio quella classe politica che loro hanno mandato e mantenuto al potere. Ma intanto il danno è fatto, ma il conto tocca pagarlo a tutti.

Votare a questo referendum, indipendentemente dalla scelta di voto, sarebbe servito almeno a dare un segnale che gli italiani sono meglio di quanto i politici credono. 

In Italia i politici credono nel grande spirito di sopportazione del popolo italiano e così possono fare tranquillamente i loro comodi; dormono sogni tranquilli, tanto gli italiani sono incapaci di qualsiasi forma di ribellione a un potere sempre più arrogante e sempre più corrotto. 

Stanno intossicando il nostro futuro e quello dei nostri figli, ma la maggioranza degli italiani, quel 70% che non ha votato, resta in un “letargo esistenziale collettivo”, dove prevale il “giorno per giorno”. Per i quali l’interesse particolare, il soggettivismo, l’egoismo individuale prevalgono sui valori collettivi e l’unità di interessi. È a questo profondo letargo esistenziale, fatto di abulia, vigliaccheria, indifferenza, che corrisponde la classe politica che abbiamo.


Fosse per questa maggioranza di italiani, con i quali faccio fatica a identificarmi e mi vergogno di appartenere, saremmo ancora sotto il giogo nazifascista e non ci sarebbe nessun 25 aprile da festeggiare. Per fortuna esiste ancora quel 32% cui mi onoro di appartenere. 

2 commenti:

  1. Ciao caro Antonio, vorrei che tu non avessi ragione ma, con grande sofferenza, constato oggi giorno che passa, che la coscienza civica è andata a puttane, e allora mi chiedo dove porterà questa condizione, che esempio diamo ai ns figli, stanno crescendo avendo come esempio il fottersene di ciò che ci circonda , dei problemi sociali , quale futuro drammatico si prospetta?

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  2. Ciao caro Antonio, vorrei che tu non avessi ragione ma, con grande sofferenza, constato oggi giorno che passa, che la coscienza civica è andata a puttane, e allora mi chiedo dove porterà questa condizione, che esempio diamo ai ns figli, stanno crescendo avendo come esempio il fottersene di ciò che ci circonda , dei problemi sociali , quale futuro drammatico si prospetta?

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