mercoledì 2 ottobre 2019

IL COSTO DELLA CORRUZIONE IN ITALIA


Ogni anno a causa della corruzione in Italia si registra un calo del PIL di quasi 237 miliardi di euro. La sua incidenza sul Pil è di circa il 13%.

Per avere un’idea del significato di questo dato, dobbiamo raffrontarlo con i costi sostenuti dallo Stato per le politiche sociali.

Si scopre allora che il costo della corruzione è 12 volte superiore all'intero bilancio per i disoccupati (circa 19,7 miliardi di euro); corrisponde a 1,6 volte l'importo del bilancio sanitario del Paese (148 miliardi di euro) e più dell'intero bilancio speso per la cura degli anziani (227 miliardi di euro); è più di 12 volte superiore all'intero bilancio annuale della polizia (19,4 miliardi di euro); è quasi 77 volte il budget per i vigili del fuoco (3 miliardi di euro).

Il governo spende per le abitazioni circa 701 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza abitativa che alimenta l’odioso e crescente fenomeno dell’occupazione abusiva, che scatena una vera e propria guerra tra poveri. Con il denaro perso a causa della corruzione, il budget potrebbe essere di 337 volte superiore a quello che lo Stato mette a disposizione per la costruzione di alloggi popolari.

Con il denaro perso ogni anno sempre a causa della corruzione, l'Italia potrebbe più che triplicare la spesa pubblica per l'istruzione (il bilancio per l'istruzione è pari a 66 miliardi di euro), e gliene resterebbero nel cassetto altri 39 miliardi.

Questo è l’impatto della corruzione sulle politiche sociali. Sul piano individuale invece, se la quantità di denaro perso a causa della corruzione fosse distribuita uniformemente tra tutti gli italiani, ciascuno riceverebbe un bonus annuo di 3.903 euro.

Insomma, con quello che viene sottratto alla comunità a causa della corruzione si potrebbero risolvere le principali emergenze sociali.

Questi dati sono contenuti in uno studio pubblicato dal gruppo dei Verdi europei basato sulle analisi condotte dalla RAND Corporation, un istituto di ricerca non profit statunitense creato per sviluppare analisi e ricerche prevalentemente economiche.

E c’è ancora qualcuno che si ostina a credere che l’emergenza nel nostro Paese è quella dei migranti. Come dire che l’emergenza in Sicilia non è la mafia, ma il traffico! Come ebbe a dire qualcuno.

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