Secondo Roger Money-Kyrle, psicoanalista britannico di
scuola kleiniana, “nasciamo con un amore innato per la verità, ma siamo pronti
a liberarcene non appena ci sia di impaccio”. Simona Argentieri, psicoanalista
italiana, definisce i comportamenti ambigui “piccoli crimini della coscienza”,
sintomo di un forte disagio sociale e psichico, che invadono la morale
quotidiana, i giochi della politica, il linguaggio delle passioni.
Ricordiamo tutti la serata su Rai 1, che fece 13milioni di
ascolti, quando un Benigni appassionato ci elencò i 12 articoli della Costituzione,
illustrandoci gli ideali in essa sottesi, descrivendocela come un momento di
grazia della travagliata storia della nostra Nazione e presentandocela come “la
più bella del mondo”.
Altri tempi: era il 17 dicembre 2012 e al governo c’era
Mario Monti.
Ora, leggo su “Il Fatto Quotidiano” che Benigni ha rimosso
ogni dubbio e voterà “Sì” alla riforma costituzionale targata Renzi-Boschi.
La cronistoria del dubbio amletico di Roberto Benigni.
Dopo un pranzo con Matteo Renzi per celebrare il cinema
italiano, il 28 gennaio dichiara che voterà “Sì”. Quindi, il 3 maggio, durante un incontro con gli allievi della
Normale di Pisa, cambia versione e afferma: “Sarei orientato a votare No al
referendum di ottobre, proprio per proteggere la nostra meravigliosa
Costituzione”. Quando, sorpresa, un giorno fa dal quotidiano “Repubblica” apprendiamo:
“Sono trent’anni che sento parlare della necessità di superare il bicameralismo
perfetto: niente. Di creare un Senato delle Regioni: niente. Di avere un solo voto
di fiducia: niente. Pasticciata? Vero. Scritta male rispetto alla lingua
meravigliosa della Costituzione? Sottoscrivo. Ma questa riforma ottiene gli
obiettivi di cui parliamo da decenni. Sono meglio del nulla”. Seguono poi i messaggi
affettuosi per Renzi e un’indicazione di voto per Roberto Giachetti a Roma.
Ecco un esempio di perfetta ambiguità.
Parafrasando Roger
Money-Kyrle possiamo dire di lui che nacque con un amore innato per la verità, ma
è stato pronto a liberarsene non appena questa gli è stata di impaccio.
Possiamo solo sperare per lui che non abbia letto nemmeno una riga del testo
che modifica la Costituzione, altrimenti ci è voluto veramente stomaco a dire
le cose che ha detto.
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