venerdì 3 giugno 2016

BENIGNI AL REFERENDUM VOTERA' SI

Secondo Roger Money-Kyrle, psicoanalista britannico di scuola kleiniana, “nasciamo con un amore innato per la verità, ma siamo pronti a liberarcene non appena ci sia di impaccio”. Simona Argentieri, psicoanalista italiana, definisce i comportamenti ambigui “piccoli crimini della coscienza”, sintomo di un forte disagio sociale e psichico, che invadono la morale quotidiana, i giochi della politica, il linguaggio delle passioni.

Ricordiamo tutti la serata su Rai 1, che fece 13milioni di ascolti, quando un Benigni appassionato ci elencò i 12 articoli della Costituzione, illustrandoci gli ideali in essa sottesi, descrivendocela come un momento di grazia della travagliata storia della nostra Nazione e presentandocela come “la più bella del mondo”.

Altri tempi: era il 17 dicembre 2012 e al governo c’era Mario Monti.

Ora, leggo su “Il Fatto Quotidiano” che Benigni ha rimosso ogni dubbio e voterà “Sì” alla riforma costituzionale targata Renzi-Boschi.

La cronistoria del dubbio amletico di Roberto Benigni.

Dopo un pranzo con Matteo Renzi per celebrare il cinema italiano, il 28 gennaio dichiara che voterà “Sì”. Quindi, il 3 maggio, durante un incontro con gli allievi della Normale di Pisa, cambia versione e afferma: “Sarei orientato a votare No al referendum di ottobre, proprio per proteggere la nostra meravigliosa Costituzione”. Quando, sorpresa, un giorno fa dal quotidiano “Repubblica” apprendiamo: “Sono trent’anni che sento parlare della necessità di superare il bicameralismo perfetto: niente. Di creare un Senato delle Regioni: niente. Di avere un solo voto di fiducia: niente. Pasticciata? Vero. Scritta male rispetto alla lingua meravigliosa della Costituzione? Sottoscrivo. Ma questa riforma ottiene gli obiettivi di cui parliamo da decenni. Sono meglio del nulla”. Seguono poi i messaggi affettuosi per Renzi e un’indicazione di voto per Roberto Giachetti a Roma.


Ecco un esempio di perfetta ambiguità. 

Parafrasando Roger Money-Kyrle possiamo dire di lui che nacque con un amore innato per la verità, ma è stato pronto a liberarsene non appena questa gli è stata di impaccio. 

Possiamo solo sperare per lui che non abbia letto nemmeno una riga del testo che modifica la Costituzione, altrimenti ci è voluto veramente stomaco a dire le cose che ha detto.

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