Nel 1973 nelle sale cinematografiche venne proiettato un magistrale
film: “La stangata”. Negli anni ’30 due abili imbroglioni (Paul Newman e Robert
Redford) riescono a mettere in piedi una truffa colossale a danno di un
gangster di Chicago. Nel 2015 grazie alla complicità di Bankitalia, Consob e
governo Renzi è stata messa a punto un’altra colossale truffa, ma questa volta
a danno di onesti cittadini, che hanno visto vaporizzarsi nel corso di una
notte i risparmi di una vita.
La vicenda è quella nota di un decreto emanato dal governo
Renzi lo scorso 22 novembre che ha diviso quattro istituti di credito, Banca
Popolare dell’Etruria, Banca Marche, Casse di Risparmio di Ferrara e di Chieti,
in due parti: una «good bank», cui sono stati conferiti gli attivi, e una «bad
bank», divenuta il contenitore dei crediti in sofferenza.
Bisogna sapere che i suddetti quattro istituti di credito
regionali erano da tempo sull'orlo della bancarotta, con i bilanci pieni di
sofferenze. L’elemento che fa da denominatore comune alla crisi bancaria dei
quattro istituti è l’erogazione di prestiti facili concessi agli amici e agli
amici degli amici.
Banca Delle Marche, uno dei più importanti istituti del
Centro Italia, viene commissariata nel 2011 da Bankitalia: nei bilanci c'è una
montagna di crediti incagliati, superano ampiamente i 3 miliardi di euro, frutto
di una gestione allegra nella concessione di prestiti, da parte del consiglio
di amministrazione e dell'ex-direttore generale, Massimo Bianconi.
Le prime difficoltà della Banca Etruria iniziano nel 2011. Tra
il 2011 e il 2013, i crediti deteriorati o a rischio si ingigantiscono come un
fiume in piena e arrivano a pesare per quasi un terzo del totale degli impieghi
dell'istituto. Come per la Banca delle Marche, la causa sta nella concessione
di prestiti facili. Dopo che nei primi tre trimestri del 2014, si segnalano
perdite per più di 120 milioni di euro, Bankitalia nel 2015 ne decide il
commissariamento.
Nell'autunno del 2014 è la volta della Cassa di Risparmio di
Chieti (Carichieti), quando l'authority di vigilanza di Bankitalia accerta la
presenza di sofferenze sui crediti per oltre 430 milioni di euro e perdite di
bilancio per oltre di 300 milioni di euro. La causa è la medesima: una gestione
dei prestiti e degli affidamenti troppo disinvolta.
Dal maggio 2013, la Cassa di Risparmio di Ferrara (Carife),
dopo anni di mala gestione, che hanno prodotto perdite per più di 376 milioni
di euro, viene messa sotto il torchio dei commissari di Bankitalia.
Dunque operazioni discutibili e crediti in forte sofferenza
sono le cause del collasso bancario dei quattro istituti di credito, che ha
trascinato centinaia di migliaia di risparmiatori, che hanno visto svanire in
un attimo i loro patrimoni, per alcuni frutto di una vita di sacrifici e rinunce.
La domanda che sorge spontanea è perché la Banca d’Italia
e la Consob hanno consentito alle quattro banche (che sapevano essere
gravemente malate) di vendere ai propri clienti azioni e obbligazioni subordinate
senza informarli adeguatamente del rischio altissimo di quell'investimento?
Quando le quattro banche sono state commissariate, hanno
continuato a vendere obbligazioni subordinate di nuova emissione per 788
milioni di euro, senza peraltro informare i risparmiatori sullo stato di
decozione delle banche. Al contrario, venivano tranquillizzati sulla
solvibilità del sistema bancario.
Un disastro da 2 miliardi a danno di
risparmiatori ingannati che ha replicato il copione di una decina d’anni fa,
con i crac di Parmalat (14 miliardi) e Cirio (2,2 miliardi). Con la differenza,
non da poco, che allora si trattò di due imprese industriali che, piazzando le
loro obbligazioni ad alto rischio attraverso il circuito bancario, ha consentito almeno ai risparmiatori di far causa ai loro istituti di riferimento, accusandoli di
aver venduto titoli spazzatura senza informarli adeguatamente. Questa volta
invece non ci sono intermediari da incolpare: chi ha piazzato i titoli marci
sono le stesse banche, che però sono fallite.
Parlare pertanto di decreto “salvabanche”
è un eufemismo: il salvataggio è solo apparente. È piuttosto la presa d’atto
della rapina avvenuta negli anni passati: scurdammoce 'o passato. Sono state
create quattro nuove banche, le buone, e le vecchie, quelle cattive, che dovrebbero
rispondere ai risparmiatori ingannati, sono scatole vuote, in liquidazione, senza
un euro in cassa.
Ora, pur volendo adire le vie legali, coi tempi della nostra giustizia,
se non sarà tutto prescritto, sicuramente chi ha truffato non risarcirà.
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