domenica 14 dicembre 2014


UN CORROTTO E' MENO EVERSIVO?
Giorgio Napolitano parla del decadimento del sistema politico e individua nell’antipolitica la causa. Dunque non la corruzione, non l’intreccio perverso tra politica e criminalità, che come una metastasi attraversa il tessuto sociale da nord a sud, da est a ovest. E quando, al termine del suo intervento all’Accademia dei Lincei, invita e tenersi ben lontani dai “senza speranze” e dai “banditori di smisurate speranze” è chiaro il riferimento al M5S.
Insomma, più della corruzione, più delle organizzazioni malavitose nelle istituzioni è l’antipolitica il vero cancro da estirpare. Quando si dice confondere la causa con l’effetto.
Allo stato delle cose, il M5S è il partito di maggioranza relativa, con i suoi 8 milioni 688 mila 231 voti. Un movimento intercetta il malessere e il disagio di una parte dei cittadini, fonda un nuovo partito, si presenta alle elezioni e viene votato da circa nove milioni di cittadini.
Mi pare che in una normale democrazia le cose funzionino in questo modo. Ora, perché mai il M5S sarebbe “eversivo”? Nessuna “marcia su Roma”, nessuna “notte dei lunghi coltelli”. Tra quelli del M5S non ci sono né camice verdi né camice nere né camice rosse.
Ma Giorgio Napolitano dice che la crisi della politica è in gran parte colpa del movimento di Grillo. Forse perché finora nessuno del M5S è stato accusato di corruzione? Forse perché è l'unico partito che ha restituito 42 milioni che pure gli spettavano, per legge?

Non sarà forse che dinanzi al degradante e desolante spettacolo che la politica quotidianamente da di se stessa, non resti altra scelta al cittadino che intende esercitare il suo diritto dovere di partecipare alle elezioni che quella di votare l’unico partito che ad oggi non ha corrotti tra le sue file?

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